Atrofia ossea dentale: cos’è e come risolvere il problema nel 2025

atrofia ossea dentale
icona calendario 16 Gennaio 2025     icona categoria Implantologia

L’atrofia ossea dentale è una condizione progressiva che comporta la riduzione del volume e della densità dell’osso alveolare, la struttura che sostiene i denti. Questa perdita ossea, se non trattata, può portare alla edentulia totale, ovvero alla perdita completa dei denti, con conseguenze non solo funzionali, ma anche estetiche e psicologiche.

Senza un’adeguata struttura ossea, diventa difficile o impossibile posizionare impianti dentali, compromettendo la capacità di masticare correttamente e influenzando negativamente la salute dell’apparato digerente. Inoltre, l’assenza di denti provoca un collasso dei tessuti facciali, portando a un aspetto invecchiato e scavato che può incidere profondamente sull’autostima e sulla vita sociale del paziente. Il disagio estetico e le difficoltà nel parlare o sorridere con naturalezza possono generare insicurezza e isolamento, con un impatto significativo sulla qualità della vita.

Il Dott. Paolo Francesco Orlando, esperto in implantologia avanzata presso le Cliniche Dental Factor, offre soluzioni innovative per contrastare l’atrofia ossea e ripristinare la funzionalità e l’estetica del sorriso. In questo articolo, analizzeremo le cause dell’atrofia ossea dentale e scopriremo, grazie alle più moderne tecniche implantologiche, come sia possibile recuperare la salute orale e migliorare il proprio benessere complessivo.

Cos’è l’atrofia ossea dentale

L’atrofia ossea dentale è una condizione in cui osso alveolare, , che ha la funzione di trattenere i denti nelle arcate,  diventa più sottile o si atrofizza fino a scomparire. Ciò può essere causato da diversi fattori, come ad esempio la perdita di denti, il mancato utilizzo dell’osso durante la masticazione, il fumo di sigaretta e alcune malattie sistemiche.

In altre parole quando, per ragioni fisiologiche o in seguito a un trauma, si perdono uno o più denti, i tessuti che li sostenevano si riassorbono e si verifica così il fenomeno dell’atrofia ossea.

L’atrofia ossea dentale può colpire entrambe le zone del cavo orale.

Se interessa la mascella, ovvero la parte superiore della bocca, la struttura ossea fissa che ospita i denti superiori, si parla di atrofia ossea mascellare superiore.

Se invece l’atrofia interessa la mandibola, ovvero la parte inferiore della bocca, unico elemento mobile della faccia, con i suoi relativi denti inferiori, si parla di atrofia mandibolare.

Allo stesso modo, i denti si possono perdere sia nella parte anteriore che in quella posteriore del cavo orale: nel primo caso, il danno estetico è evidente perchè riguarda appunto la parte più visibile della dentatura.

Nel caso invece di perdita dei denti posteriori, il paziente rischia di andare incontro a problematiche quali ad esempio un’inclinazione irregolare dei denti adiacenti o disordini funzionali legati alla masticazione.

Più in generale, l’atrofia ossea derivante dalla perdita di uno o più denti può generare problematiche via via più gravi per l’individuo, come ad esempio problemi posturali o legati alla sua capacità fonetica.
Una volta capita cos’è l’atrofia ossea dentale, in seguito ci concentreremo su come può essere risolta con l’implantologia.

Cause dell’atrofia ossea dentale

L’atrofia dentale, ovvero il riassorbimento dell’osso che sostiene i nostri denti, può avere molteplici cause.

Tra le prime e più importanti vi è il normale processo di invecchiamento di un soggetto: con l’avanzare dell’età, infatti, le ossa del cavo orale vanno incontro ad un fisiologico processo di usura e riassorbimento.

Anche le estrazioni dentali, se non prontamente affrontate, possono dar luogo a fisiologici processi di riassorbimento osseo.

L’atrofia può inoltre conseguire ad eventi traumatici come, ad esempio, un incidente che comporti la perdita di uno o più denti.

Vi sono altre cause che, se non adeguatamente trattate, possono determinare perdita dei denti e atrofia ossea

  • carie non trattate: se non opportunamente curata, la carie può arrivare ad aggredire ed erodere gli strati più profondi della struttura dentale, intaccando il dente in profondità;
  • patologie quali parodontite o pulpite: la parodontite è una malattia cronica di origine batterica che interessa i tessuti di supporto del dente; la pulpite comporta un’infiammazione della polpa del dente e deriva spesso da una carie non trattata;
    alimentazione errata: un’alimentazione che non prevede frutta e verdura in giusta quantità rischia nel lungo periodo di indebolire le difese naturali della bocca e dei denti;
  • malattie croniche: alcuni farmaci possono, ad esempio, determinare secchezza delle fauci: questo comporterà un minor flusso di saliva e di conseguenza un aumento nel rischio di contrarre malattie del cavo orale;
  • tumori della bocca: con questi si indicano tumori della lingua, della mucosa delle guance, del pavimento della bocca e delle labbra.

Se è vero che tutte queste cause possono concorrere a determinare la perdita dei denti e, di conseguenza, l’atrofia delle ossa, è anche vero che un’attenta prevenzione e la decisione di affrontare tempestivamente l’insorgere di eventuali problematiche del cavo orale può fare assolutamente la differenza.

Vedremo quindi alla fine dell’articolo quali possono essere le tecniche di prevenzione più efficaci per evitare di incorrere in questo tipo di problema.
Adesso ci concentreremo invece su come porre rimedio all’atrofia ossea dentale qualora si tratti di un fenomeno già conclamato nel paziente.

A che età si presenta l’atrofia ossea mascellare

L’atrofia ossea mascellare è una condizione che può manifestarsi a diverse età, sebbene sia più frequente negli anziani a causa del naturale processo di riassorbimento osseo. Con il passare degli anni, la riduzione della densità ossea e la mancanza di stimolazione masticatoria possono portare a una progressiva perdita di volume dell’osso mascellare, aumentando il rischio di edentulia e difficoltà funzionali.

Tuttavia, questa condizione non riguarda solo le persone in età avanzata. L’atrofia ossea della mascella può insorgere anche nei giovani adulti, specialmente in seguito a traumi facciali gravi, patologie sistemiche come l’osteoporosi, o in presenza di fattori genetici predisponenti. Anche la perdita prematura dei denti, se non trattata tempestivamente, può accelerare il processo di riassorbimento osseo, portando a una compromissione strutturale già in età giovanile.

Indipendentemente dall’età, è fondamentale riconoscere precocemente i segni dell’atrofia mascellare e intervenire con soluzioni adeguate, come la rigenerazione ossea o l’implantologia avanzata, per preservare la funzionalità della bocca e la qualità della vita

Differenze tra atrofia ossea mascellare e mandibolare

L’atrofia ossea mascellare e l’atrofia ossea mandibolare sono due condizioni che comportano la perdita di densità e volume osseo, ma si manifestano in aree diverse del cavo orale e presentano differenze significative in termini di cause, conseguenze e trattamenti.

L’atrofia ossea mascellare interessa il mascellare superiore, ovvero la struttura ossea che sostiene i denti superiori e che contribuisce alla forma e al supporto del viso. Questo tipo di atrofia può compromettere non solo la funzione masticatoria, ma anche l’equilibrio estetico del volto, causando un aspetto incavato o un collasso della zona periorale. Inoltre, a causa della vicinanza con i seni mascellari, la perdita ossea può rendere più complesso il posizionamento di impianti dentali, spesso richiedendo interventi di rigenerazione ossea o tecniche avanzate come l’implantologia zigomatica.

L’atrofia ossea mandibolare, invece, colpisce la mandibola, l’unico osso mobile del cranio, essenziale per la funzione masticatoria, fonatoria e posturale. La perdita ossea in questa regione può portare a un’instabilità dell’occlusione dentale, difficoltà nell’articolazione del linguaggio e alterazioni posturali. Inoltre, l’osso mandibolare tende a riassorbirsi più rapidamente rispetto al mascellare, specialmente in presenza di edentulia totale, compromettendo la possibilità di supportare protesi fisse o mobili senza un intervento di aumento del volume osseo.

Sebbene entrambe le forme di atrofia ossea dentale abbiano cause simili, come edentulia prolungata, parodontite avanzata o traumi, il trattamento può variare in base alla localizzazione. Nei casi di atrofia mascellare si può ricorrere al rialzo del seno mascellare o all’implantologia zigomatica, mentre per l’atrofia mandibolare si utilizzano tecniche di innesto osseo o impianti a carico immediato.

Riconoscere le differenze tra queste due condizioni è essenziale per scegliere il trattamento più efficace e garantire il ripristino della funzionalità e dell’estetica del sorriso.

Atrofia ossea: come può essere risolta con l’implantologia

Le moderne tecniche ortodontiche mettono a disposizione del paziente numerose metodologie per affrontare in modo risolutivo la perdita o la mancanza di uno più denti.

Gli impianti dentali, in questo senso, rappresentano una delle opzioni privilegiate e più comunemente adottate.

Nel caso però in cui un paziente presenti atrofia ossea dentale, il rischio è che egli non disponga di osso di qualità e nelle quantità necessarie per poter effettuare un intervento di implantologia.

Dobbiamo quindi escludere la possibilità di risolvere l’atrofia ossea attraverso l’implantologia? La risposta, per fortuna, è no!
A seconda delle caratteristiche del paziente, infatti, è possibile individuare il percorso giusto per risolvere l’atrofia ossea dentale e rendere possibile un impianto; tra le principali soluzioni troviamo:

  • la rigenerazione ossea;
  • l’implantologia zigomatica.

Vediamole nel dettaglio.

La rigenerazione ossea

Si tratta di una tecnica chirurgica che consente di aumentare la quantità di osso attraverso un innesto di biomateriali da riempimento.

L’innesto può essere autologo (ovvero prelevato da altre aree del corpo dello stesso paziente), omologo (prelevato cioè da una donazione di osso) oppure eterologo (di origine animale o sintetica).

In tutti i casi, questi materiali stimolano i tessuti circostanti a rigenerarsi, con l’effetto di aumentare il volume e la quantità dell’osso in cui poi sarà possibile inserire un impianto dentale.

Chiaramente si tratta di un’operazione chirurgica piuttosto complessa che può richiedere fino a 6 mesi di tempo perchè la ricostruzione ossea sia completata.

Durante questo periodo il paziente dovrà avere particolari accortezze, quali:

  • curare pedissequamente la propria igiene orale quotidiana;
  • fare attenzione agli alimenti ingeriti, evitando ad esempio bevande troppo calde o cibi troppo duri;
  • cercare di evitare alimenti che possono rallentare la cicatrizzazione delle ferite, quali alcol, caffè e tabacco.

Una volta completato il processo che porta alla rigenerazione ossea, sarà possibile però applicare con successo un impianto dentale e tornare a sorridere.

Mettere gli impianti dentali nei casi di grave atrofia ossea con l’implantologia zigomatica

Sappiamo che gli impianti dentali rappresentano la tecnica più sicura e duratura per risolvere il problema della mancanza di uno o più elementi della nostra dentatura.

Tuttavia, abbiamo visto che se il processo di atrofia ossea dentale è troppo avanzato, non è possibile inserire impianti dentali a meno di non sottoporsi prima ad un processo di rigenerazione ossea.

Le nuove tecniche di implantologia e le nuove tecnologie mettono però a disposizione dei pazienti alcune innovative tecniche implantari che consentono di risolvere rapidamente e in modo affidabile i problemi di atrofia ossea anche severa.

Stiamo parlando ad esempio dell’implantologia zigomatica, applicabile in caso di atrofia mascellare (riguardante quindi l’arcata superiore).

Nel caso di implantologia zigomatica, la radice artificiale dell’impianto viene innestata nell’osso dello zigomo (che non è soggetto a riassorbimento). Nella stessa seduta, vengono poi avvitate le protesi.

Si tratta dunque di un impianto dentale a carico immediato, che consente al paziente di tornare a casa con un sorriso del tutto nuovo in una sola seduta.

Il tasso di successo di questo tipo di implantologia è altissimo, aggirandosi attorno al 98%, e non risulta affatto doloroso per il paziente.

Come prevenire l’atrofia ossea

Una quotidiana igiene orale di base è fondamentale non solo per avere una dentatura sana, ma anche per garantire nel lungo periodo il suo mantenimento.

Tra i gesti quotidiani che possono aiutarci ad evitare problematiche che, nel tempo, potrebbero determinare la perdita dei denti e dunque l’insorgere di atrofia ossea dentale, vi sono i seguenti:

  • ogni giorno, lavare accuratamente i denti, utilizzare filo interdentale e sciacquare la bocca con il collutorio;
  • utilizzare una placca occlusare in caso di bruxismo;
  • astenersi o limitare abitudini dannose quali il fumo;
  • mantenere una sana e varia alimentazione;
  • informarsi sulla necessità di assumere integrazioni di calcio e vitamina D;
  • sottoporsi a regolari sedute di igiene dentale dal proprio professionista di fiducia.

E’ fondamentale conservare queste buone abitudini con l’avanzare dell’età e rivolgersi ad un professionista all’insorgere di ogni problematica del cavo orale.
In caso di perdita di uno o più denti, è estremamente importante rivolgersi il prima possibile ad uno studio dentistico per ripristinare tempestivamente il dente perduto.

Bisogna infatti evitare che si inneschi il processo di riassorbimento dell’osso alveolare che consegue alla perdita e alla mancata sostituzione anche di un solo dente.

A chi rivolgersi per curare l’atrofia ossea e mettere gli impianti dentali a Firenze

Se soffri di atrofia ossea dentale e desideri ripristinare la funzionalità e l’estetica del tuo sorriso con soluzioni avanzate, affidati al Dott. Paolo Francesco Orlando presso le Cliniche Dental Factor, con sedi a Firenze, Empoli e Ponsacco. Il Dott. Orlando è un esperto in implantologia avanzata e chirurgia orale, specializzato nel trattamento dei pazienti con grave riassorbimento osseo, attraverso tecniche innovative come la rigenerazione ossea e l’implantologia zigomatica.

Le Cliniche Dental Factor offrono un approccio multidisciplinare per trattare efficacemente la perdita ossea e consentire l’inserimento di impianti dentali sicuri e duraturi. Grazie a tecnologie di ultima generazione, tra cui la tomografia computerizzata Cone Beam (CBCT) e la chirurgia guidata digitalmente, è possibile valutare con precisione lo stato dell’osso e pianificare un intervento personalizzato, anche nei casi più complessi.

Ogni paziente riceve un piano di trattamento su misura, studiato per ripristinare la funzionalità masticatoria e migliorare l’estetica del viso. In base alle condizioni cliniche, il Dott. Orlando può intervenire con innesti ossei, tecniche di rigenerazione ossea o impianti zigomatici, offrendo una soluzione definitiva per chi soffre di edentulia e atrofia ossea severa.

Per maggiori informazioni o per prenotare una visita con il Dott. Paolo Francesco Orlando, puoi contattarci al numero 055 26 98 788 o scrivere una email a info@dentalfactor.it. Siamo disponibili dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 19:30, per offrirti le migliori soluzioni per il trattamento dell’atrofia ossea e l’inserimento di impianti dentali a Firenze.

 

dentista Paolo Francesco Orlando

Dott. Paolo Francesco Orlando

Chirurgo implantologo e odontoiatra che vanta una grande esperienza anche nell’innesto di impianti con poco osso. Iscritto all'ordine dei medici di Firenze con iscrizione albo di n. 967 si occupa di implantologia dentale e ortodonzia.

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