Curare la parodontite Cronica
27 Agosto 2021     Odontoiatria

Come curare la parodontite cronica

Come capire se si è affetti da piorrea?

Tra le problematica legate alla sfera odontoiatrica la paradontite, anche detta piorrea, è una delle più fastidiose scomode.

Consiste essenzialmente in un’infiammazione dei tessuti che si trovano sotto al dente, compreso l’osso, alveolare, il legamento, la gengiva e il cemento che ricopre la radice.

In base alla gravità con la quale la malattia colpisce possono manifestarsi conseguenze di differente gravità, poiché un dente che non è più adeguatamente sostenuto da una solida struttura sottostante tenderà a non essere affatto stabile e potrebbe cadere.

Il problema diventa più importante se la zona guasta continua ad estendersi, portando alla progressiva perdita di parte dell’arcata dentale.

Il sorriso viene pertanto pregiudicato da una patologia di questo tipo e talvolta sono correlate altre infiammazioni gengivali che provocano dolore e impediscono di parlare e mangiare nella maniera più adeguata.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio quali sono le cause che portano allo sviluppo della problematica, come rilevare immediatamente i sintomi per risolverla in tempo e renderla reversibile e come evitare che possa sopraggiungere una condizione del tipo che abbiamo appena descritto.

Il suggerimento preliminare è di rivolgersi immediatamente a un medico nel caso in cui aveste già qualche piccola avvisaglia e consultare uno specialista che possa immediatamente delineare lo stato della bocca e agire di conseguenza.

Quali sono le cause e i principali sintomi della piorrea

Quando si parla di paradontite ci si riferisce appunto a un significativo danneggiamento del parodonto, che tende ad assottigliarsi fino a distruggersi progressivamente.

Il primo dei motivi per cui questo accade è un’eccessiva presenza di placca, che si deposita sia sulla superficie del dente che nella zona sottostante, andando piano piano a danneggiare ogni parte sana che incontra sulla sua strada.

Oltre al tartaro, tra le principali cause della piorrea troviamo un’alimentazione scorretta, caratterizzata dalla presenza di cibi e bevande zuccherate che vanno a danneggiare la struttura della bocca corrodendo lo smalto e penetrando all’interno.

Inoltre, possiamo citare una scorretta igiene dentale, che prevede pochi lavaggi e la mancata cura dello spazio interdentale, la malnutrizione, i denti storti e soprattutto il tabagismo, che oltre a macchiare la superficie la indebolisce notevolmente.

Alcuni studi confermati hanno poi riscontrato che esistono anche alcune motivazioni psicologiche che possono portare a questa situazione, come l’eccessiva ansia, lo stress, la depressione e l’angoscia.

Si tratta di tutte emozioni che non provocano affatto reazioni positive all’intero organismo e determinano non solo la cattiva salute del corpo ma anche del vostro sorriso.

In alcuni casi, infatti, la risposta immunitaria a una condizione del genere è sproporzionata e disfunzionale e colpisce anche delle zone che in realtà non dovrebbero essere coinvolte.

L’ipotalamo inizia a secernere un ormone che a sua volta produce una sostanza chiamata corticotropina, che stimola la risposta dei glucocorticoidi che intaccano la risposta del sistema immunitario e favoriscono la proliferazione delle infiammazioni diffuse del cavo orale.

Più la situazione psicologica si aggrava e maggiore è il rischio che possa manifestarsi una parodontite, che presenta dei sintomi abbastanza riconoscibili e del tutto peculiari.

In primo luogo le gengive diventano rosse e doloranti, tra i denti sembra aumentare lo spazio e la loro instabilità, si formano ascessi ricchi di pus che sanguinano profusamente.

L’alitosi è un’altra delle sue manifestazioni, così come la perdita progressiva dei denti che certamente è la conseguenza più grave e difficile da contrastare.

Quali sono i sintomi della parodontite apicale

Si tratta di una tipologia di piorrea che si sviluppa all’interno dei canali e si dirama lungo tutti i tessuti periapicali manifestandosi come visto in precedenza.

Soprattutto ad aggiungersi è un forte dolore durante la masticazione e il movimento della mascella, che risulta difficoltoso e difficile da eseguire in maniera normale.

La polpa dentale si presenta pertanto come necrotica e infetta, a causa dell’utilizzo di alcune tipologie di medicinale, di un’alimentazione scorretta, di una scarsa igiene orale e della presenza di placca che non viene adeguatamente rimossa ogni giorno con lo spazzolino e periodicamente da un professionista del settore.

Quando la patologia si presenta in forma acuta iniziamo a proliferare velocemente i batteri, ma la problematica principale è che potrebbe esserci una totale assenza di dolore che impedisce di correre dal medico ai primi sintomi.

In tal modo l’infezione ha tempo di progredire e quando ci si accorge della sua presenza potrebbe essere già troppo tardi.

La differenza tra questa tipologia e la parodontite classica è essenzialmente il luogo dove si sviluppa, poiché in tal caso è di origine endodontica e riguarda la parte della polpa ricca di nervi, vasi sanguigni e capillari.

Sono quindi i canali a trasportare l’infezione e diffonderla all’interno della bocca, provocando gravi conseguenze per il sorriso e per la salute orale dell’individuo.

Perché agire con una devitalizzazione del dente

Se l’infezione riguarda essenzialmente la polpa e la piorrea è di tipo apicale, una delle soluzioni migliori è quella di devitalizzare il dente, perché la pratica agisce proprio su questa parte.

Non è però detto che in tal caso il dolore tenda a sparire del tutto, poiché l’infezione batterica potrebbe provocare nel tempo importanti fastidi se non viene scelta una terapia di cura.

Il trattamento endodontico è il più indicato perché va proprio ad eliminare la zona infetta fino alla radice, scavando in profondità fino a che trova tessuto necrotico o comunque contaminato.

Se si agisce in tempo è quindi possibile che la lesione ossea venga riassorbita completamente e si possa tornare a una condizione di normalità all’interno della bocca.

In cosa consiste la parodontite cronica

stati cura piorrea

In tal caso stiamo parlando di un’infiammazione di tutti quanti i tessuti che interessano il parodonto.

Essendo ormai una patologia intrinseca della cavità orale porta nel corso del tempo alla totale distruzione dell’osso sottostante il dente e alla sua caduta.

Nonostante la perdita sia lenta e progressiva, è altamente probabile che si verifichi esattamente come descritto, costringendo l’individuo a dolorose operazioni di ricostruzione della parte perduta.

In tal caso la motivazione più evidente è la presenza di un batterio, che si forma quando i residui di cibo restano per troppo tempo sulla superficie del dente o all’interno delle cavità, trasformandosi nel giro di 24 ore in tartaro e danneggiando notevolmente ciò a cui questo è ancorato.

Esistono vari stadi della patologia, che può essere affrontata semplicemente rimuovendo il tartaro, devitalizzando il dente o nei casi più estremi estraendolo per poi andarlo a sostituire con una capsula.

Vuoi eliminare il tartaro? Leggi: Come togliere il tartaro dai denti

Cure differenti per la parodontite

Una malattia come la piorrea necessita di essere trattata nei tempi giusti, poiché tergiversare troppo in attesa che passi da sola non si rivela assolutamente una strategia vincente.

È pertanto possibile scegliere tra un approccio di tipo naturale e delicato e uno professionale e moderno, che viene portato avanti da un odontoiatra che sa esattamente quale strumentazione utilizzare e come intervenire in maniera corretta.

 Le soluzioni naturali

Esistono elementi in natura in grado di lenire i sintomi, rendere meno evidente il dolore e portare a una completa guarigione della parte.

Ci si riferisce ad esempio a piante come la salvia, la propoli, il tarassaco, l’aloe vera, la betulla e l’eleuterococco.

Si tratta di principi attivi che si occupano di sfiammare e combattere la presenza dei batteri, senza portare alcun effetto collaterale secondario all’intero organismo.

Anche le persone più sensibili e soggette ad allergie potranno in questo modo curarsi nella maniera adeguata e beneficiare di tutti i vantaggi che una terapia di questo genere può portare.

Aggiungiamo alle componenti sopracitate anche il pepe nero, che si occupa di rinforzare le gengive e renderle meno soggette ai possibili attacchi dei batteri.

Nel caso in cui questo genere di sistema non dovesse funzionare adeguatamente in un lasso di tempo ragionevole è opportuno rivolgersi in fretta a un medico specializzato, che decida se intervenire in maniera conservativa oppure passare direttamente all’operazione chirurgica.

L’operazione chirurgica

Capita piuttosto spesso di arrivare dal dentista quando ormai la situazione non può essere più arginata con una semplice rimozione del tartaro, quindi è necessario optare in breve tempo per un’operazione di tipo chirurgico.

Lo scopo è quello di modellare e sistemare l’osso andando a rimuovere l’infiammazione che si è sviluppata al di sotto, arrivando fino a dove possibile per non lasciare alcuna traccia dei batteri.

Successivamente è possibile procedere co0n un approccio rigenerativo, che prevede l’utilizzo di biomateriali e membrane che vanno a stimolare nuovamente la formazione di nuove parti dell’osso e della gengiva sovrastante.

Dopo aver estirpato il tartaro, infatti, le gengive potrebbero essersi ritirate nel tempo e sarebbe auspicabile promuove una loro rinascita nel breve e medio periodo.

Il laser

Se non si intende sottoporsi a una vera e propria operazione chirurgica è possibile ricorrere a questa modalità di intervento, distinguendo tra il macchinario che si occupa dei tessuti molli e quello che va invece ad agire sulle parti più dure.

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Che alimentazione seguire in caso di parodontite

Se vi accorgete che i sintomi della patologia sono già presenti, iniziate a introdurre una maggiore quantità di frutta e verdura nella vostra dieta, così da assumere vitamina C.

Nello stesso modo non dimenticate pesci ed olio derivante dall’animale ma soprattutto cibi ricchi di calcio, che si occupa proprio di rinforzare parti del corpo come i denti.

Il suggerimento è di spazzolare i denti subito dopo aver mangiato, evitando così l’accumulo di cibo negli spazi e sulla superficie.

Passate accuratamente il filo interdentale e periodicamente sottoponetevi a una pulizia più accurata eseguita da un vero professionista del settore.

Evitate infine i cibi duri se le gengive sono gonfie e infiammate, poiché peggiorereste solo la situazione.

Dott. Paolo Orlando

Chirurgo implantologo che vanta una grande esperienza anche nell’innesto di impianti con poco osso.

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