cause e sintomi della Piorrea
12 Giugno 2021     Odontoiatria

Piorrea: cause sintomi e cura

La piorrea, nota anche con il nome medico-scientifico di parodontite, è un’infiammazione cronica che interessa le gengive e, appunto, il parodonto.

L’incidenza riguarda circa un terzo della popolazione italiana e si manifesta in genere nei giovani adulti, con un’età superiore ai 30 anni.

Nonostante sia molto diffusa la piorrea non è contagiosa ed è causata da colonie batteriche che si insinuano tra gli interstizi dentali e raggiungono il parodonto.

La piorrea non è un problema odontoiatrico da sottovalutare, in quanto le conseguenze si possono limitare solo se curata agli esordi e comunque in anticipo rispetto alla sintomatologia che può dare.

La parodontite può avere anche ripercussioni sullo stato di salute generale, in quanto si tratta comunque di un’infezione che dal cavo orale può arrivare a livello cardiaco e oltre.

Tale patologia allo stadio avanzato provoca instabilità e quindi perdita dei denti, ma è possibile recuperare, come accennato, se si interviene in tempo e in modo mirato.

Quali sono le cause della piorrea

Le cause delle piorrea riguardano l’equilibrio della flora batterica del cavo orale, che deve essere curato con le quotidiane pratiche di igiene dentale.

Oltre a lavarsi i denti con uno spazzolino a setole morbide per non irritare le gengive, è necessario utilizzare il collutorio, quindi il filo interdentale per pulire anche gli spazi dentali e periodicamente sottoporsi a una seduta di igiene dentale professionale.

In tal modo si potrà arrivare a ripulire anche quelle zone difficilmente raggiungibili con i consueti metodi di igiene dentale.

In genere è la formazione della placca e del tartaro che è alla base della piorrea.

La placca, in particolare quella trascurata, che si può trasformare in accumuli di tartaro intorno ai colletti dentali, è terreno fertile per i batteri.

Le colonie batteriche concentrate ai bordi dei denti possono penetrare le parti sottostanti, come il parodonto, i legamenti parodontali e l’alveolo, dove è ancorato il dente.

Sono proprio queste strutture insieme al cemento radicolare che determinano la stabilità dei denti ed è per questo che, quando la piorrea raggiunge uno stadio grave, cominciano a muoversi fino a perderli, senza una cura mirata.

Altre cause della piorrea possono essere una diffusione massiccia del tartaro, ma anche interventi di odontoiatria non eseguiti a regola d’arte.

Alcune patologie sono correlate all’insorgenza della piorrea, in particolare il diabete, che determina un abbassamento delle difese immunitarie e la proliferazione dei batteri.

A questo si associa anche la presenza di neoplasie, carenze di vitamina C e la deleteria abitudine del fumo.

Secondo recenti studi la piorrea ha anche una componente ereditaria che predispone a questa infiammazione, specie nei casi di forme aggressive che hanno un’insorgenza in giovane età.

Essere affetti da parodontite dipende, quindi, anche dalla risposta immunitaria e dallo stato di salute generale del paziente.

La gengivite, che è comunque una conseguenza della cattiva igiene orale, rimane alla base dell’insorgenza della parodontite.

I sintomi della piorrea

Il sintomo più evidente della piorrea sono i denti instabili, le gengive irritate che si ritraggono insieme al parodonto e, infine, la perdita dei denti.

Si tratta però di sintomi che si manifestano nello stadio avanzato dell’infiammazione.

In genere nelle fasi iniziali si può affermare che la piorrea è asintomatica, ma alcuni segnali ci sono e devono essere intercettati per evitare una degenerazione.

La prima cosa da fare è recarsi tempestivamente dal proprio dentista di fiducia.

Non è semplice capire se si è affetti dalla piorrea, ma l’infiammazione delle gengive è indicativa di un processo flogistico in atto.

Un ulteriore segnale è il sanguinamento delle stesse gengive, in particolare dopo aver lavato i denti energicamente con lo spazzolino.

Allo stadio di gravità più avanzato il sanguinamento si verifica anche senza microtraumi e in modo del tutto spontaneo.

Oltre all’instabilità dei denti e all’irritazione gengivale, può comparire alitosi, anche in presenza di una quotidiana igiene orale.

L’alito pesante può dipendere anche da altre affezioni gengivali, da carie non curate o da cause lontane dal cavo orale, come per esempio problemi di stomaco.

Nel caso della piorrea l’alitosi si genera per i frammenti di cibo che finiscono nelle cosiddette tasche parodontali, nelle quali si degradano.

Per questo una delle terapie per debellare la parodontite o limitare la progressione, è proprio la pulizia professionale delle stesse tasche parodontali o un loro abbassamento, in modo che non raccolgano residui di cibo.

Altre cause della piorrea possono essere gli ascessi dentali, che rappresentano una delle infezioni acute nelle quale si raccoglie il pus all’interno dell’alveolo.

Gli ascessi contengono materiale batterico che si concentra nella zona radicolare e a volte fuoriesce dalla gengiva, quando è in eccesso.

Si tratta della cosiddetta essudazione purulenta, a causa della quale il liquido batterico invade altre zone del cavo orale.

Un altro sintomo della piorrea allo stadio avanzato è il ritrarsi delle gengive e dei colletti dentali che lentamente si scoprono, fino a rivelare parte del dente solitamente inserito nel parodonto.

Il ritrarsi delle gengive concorre all’instabilità dei denti e anche al loro progressivo scollamento dall’ancoraggio alle arcate.

Le infiammazioni che sono nel parodonto possono essere pericolose perché non si conosce con esattezza la loro profondità, ma in presenza di tasche parodontali e di spazi accentuati tra i denti, il deposito di cibi e la proliferazione dei batteri è certo.

È bene precisare che i denti non sono interessati in maniera omogenea dalla piorrea e un suo eventuale aggravamento può considerarsi estremamente soggettivo.

Le 3 forme di parodontite

Ci sono almeno 3 diverse forme di piorrea e per ogni soggetto la velocità di progressione è diversa anche in relazione all’intensità dell’infezione.

Il primo tipo di piorrea è quella cronica con la quale la perdita dei denti è molto lenta.

Questo tipo di parodontite si caratterizza per il fatto che è causata da una massiccia diffusione di placca e di tartaro.

Tale forma si manifesta anche in giovane età, intorno all’adolescenza, sotto forma di gengivite e solitamente peggiora nei periodi in cui le difese del sistema immunitario calano.

Il suo aggravamento dipende dalla trascuratezza dell’igiene dentale e i sintomi si manifestano a distanza di molti anni dall’insorgenza, cioè quando compaiono i denti instabili e la ritrazione delle gengive.

E’ molto accentuata l’incidenza della parodontite cronica per quelli che hanno il vizio del fumo.

A questo si aggiunge una componente aggravante, in quanto il fumo nasconde alcuni sintomi che ritardano una diagnosi e quindi l’effettiva gravità dell’infiammazione.

La parondontite aggressiva ha un sintomo ben preciso che è un veloce ritrarsi delle gengive.

I pazienti più colpiti sono quelli che hanno meno di 30 anni e può manifestarsi anche quando si è giovani, per regimi alimentari ipercalorici e ricchi di zuccheri.

L’elemento aggravante anche in questo caso è il fumo di sigaretta e chi ne è interessato si accorge presto che colpisce in special modo incisivi e molari.

Infine, c’è la parodontite ulcero-necrotica che si manifesta appunto con tessuto necrotico e con ulcere ai margini delle gengive.

Queste ultime appaiono ricoperte da una patina giallognola.

Questo tipo di piorrea ha un’alta incidenza nei Paesi più poveri e si distingue per uno spontaneo sanguinamento gengivale.

Come si cura la piorrea

La cura della piorrea inizia con una serie di sedute di igiene professionale per l’ablazione del tartaro.

Le sedute poi continuano in base a quanta placca è presente e per eliminare il tartaro insinuato sotto le gengive.

Con questo tipo di interventi insieme a quelli di chirurgia “estetica”per la rigenerazione, per esempio, dei colletti dentali scoperti, si può sperare in un buon recupero.

Sono veri e propri interventi di chirurgia plastica per ripristinare il bordo gengivale.

Gli stessi interventi sono utili anche per eseguire una pulizia approfondita dei tessuti infetti, delle tasche parodontali e per favorire una rigenerazione dello stesso osso.

Nelle forme gravi di parodontite le cure non possono prescindere da un terapia farmacologica antibiotica.

Ci sono poi i casi estremamente gravi di parodontite nei quali è impossibile per il paziente lavarsi i denti con un normale spazzolino, in quanto le setole provocano dolore.

Si può effettuare l’igiene soltanto con il collutorio a base di clorexidina.

Le terapie più all’avanguardia accostano alla chirurgia parodontale anche l’uso del laser.

Il solo modo per prevenire la parodontite è comunque la corretta igiene orale quotidiana.

Vuoi approdondire: Come curare la parodentite

Dott. Paolo Orlando

Chirurgo implantologo che vanta una grande esperienza anche nell’innesto di impianti con poco osso.

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